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Raffaello Arcangelo Salimbeni . Ritorno a Parigi

M. Fagioli

 

Raffaello Arcangelo Salimbeni (1914-1991), dopo aver vissuto la fanciullezza a Siena, si era formato alla prestigiosa scuola di Bruno Innocenti a Firenze e si era caratterizzato fin dagli esordi come lo scultore fiorentino del secondo dopoguerra più aperto agli influssi europei.

Nelle prime sculture e dipinti, dal 1940 al 1948, Salimbeni innestava nelle origini novecentesche toscane la lezione dell’espressionismo per poi volgersi, intorno al 1950, agli esempi della scultura europea dopo il Surrealismo con riferimenti precisi a Henry Moore, il maestro maggiore con il quale entrerà in contatto fino alla visita in Inghilterra nel 1953, ad Alberto Giacometti, Germaine Richier e David Smith.

Presente nelle maggiori mostre europee degli anni ’60 lo scultore fiorentino vinse, nel 1954, il concorso per il monumento all’Elettrice Palatina Maria Luisa dei Medici, realizzandone la figura marmorea ora collocata all’ingresso delle Cappelle Medicee di San Lorenzo.

Riscoperto recentemente dalla critica attraverso una rilettura che ha posto la sua opera in rapporto a certi temi dell’esistenzialismo, riferibili a Karl Jaspers e J. P. Sartre, Salimbeni viene oggi considerato uno dei maggiori scultori italiani del ‘900.
 
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